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L'angolo di ROL

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    Operazioni prive di sostanza economica sono i “fatti, gli atti e i contratti, anche tra loro collegati, inidonei a produrre effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali”.

    Nella disposizione vengono individuati due indici di mancanza di sostanza economica:
    la non coerenza della qualificazione delle singole operazioni con il fondamento giuridico del loro insieme”
    – quindi la costruzione nel suo complesso è idonea a determinare effetti giuridici economici, ma vi sono alcuni passaggi giuridicamente incoerenti con l’operazione complessiva –

    e “la non conformità degli strumenti giuridici a normali logiche di mercato” – che ricorre quando il percorso seguito non sarebbe stato adottato da un operatore che segue l’ordinaria prassi commerciale in quanto più tortuoso e meno lineare se non vi fosse stato il vantaggio fiscale.

    Il legislatore si è da questo punto di vista ispirato alle indicazioni contenute nella raccomandazione della Commissione europea del 6 dicembre 2012 sulla pianificazione fiscale aggressiva, limitandosi però ad enunciare soltanto le prime due fattispecie contenute nell’articolo 4.4 della raccomandazione.

    In considerazione del fatto che la relazione governativa indica come l’elencazione fatta nella disposizione sia esemplificativa (cosa desumibile anche dal dato normativo che cita gli elementi in questione affermando che “sono indici di mancanza di sostanza economica, in particolare, …”), anche gli
    altri elementi contenuti nella raccomandazione debbono essere presi in considerazione.Questi sono:
    • la costruzione o la serie di costruzioni comprende elementi che hanno l’effetto di compensarsi o di annullarsi reciprocamente: quindi vi sono dei passaggi che si giustificano soltanto perché idonei a determinare il regime fiscale favorevole
    • le operazioni concluse sono di natura circolare: il percorso seguito conduce a un risultato finale identico al punto di partenza
    • la costruzione o la serie di costruzioni comporta un significativo vantaggio fiscale di cui tuttavia non si tiene conto nei rischi commerciali assunti dal contribuente o nei suoi flussi di cassa
    • le previsioni di utili al lordo delle imposte sono insignificanti rispetto all’importo dei previsti vantaggi fiscali: quindi i vantaggi economici dell’operazione non sono l’effettiva motivazione per la quale viene posta in essere.

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      Per vantaggi fiscali indebiti si considerano, invece, “i benefici, anche non immediati, realizzati in contrasto con le finalità delle norme fiscali o con i principi dell’ordinamento tributario”.

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        Affinché si inneschi l’abuso i vantaggi fiscali indebiti devono essere preponderanti rispetto a tutti gli altri fini perseguiti dal contribuente, di modo che il loro perseguimento sia stato lo scopo essenziale della condotta adottata.

        L’aspetto in questione, importantissimo, è ulteriormente precisato dal comma 3 che stabilisce che “Non si considerano abusive, in ogni caso, le operazioni giustificate da valide ragioni extra fiscali non marginali anche di ordine organizzativo e gestionale che rispondono a finalità di miglioramento strutturale e funzionale dell’impresa ovvero dell’attività professionale del contribuente”.

        Anche qui siamo di fronte ad un passaggio importante, perché le ragioni economiche possono essere considerate valide anche se alla base di operazioni non produttive di una redditività immediata.

        Affinché le ragioni economiche extra fiscali possano essere considerate valide va dimostrata, in buona sostanza, la loro non marginalità: occorre dimostrare, come evidenziato dalla relazione governativa, che l’operazione non sarebbe stata compiuta in assenza di tali ragioni.

        Il comma 4 dell’articolo 10 bis contiene poi un’altra affermazione rilevante e niente affatto scontata: prevede infatti la norma che “Resta ferma la libertà di scelta del contribuente tra regimi opzionali diversi offerti dalla legge e tra operazioni comportante un diverso carico fiscale”.

        Viene quindi scritto a chiare lettere ciò che è logico, ma non sempre sperimentato a livello pratico, e cioè che il contribuente può legittimamente perseguire un risparmio di imposta esercitando la propria libertà economica e scegliendo le operazioni meno onerose sotto il profilo impositivo.

        Risparmio fiscale non vuol dire quindi abuso del diritto, che scatta solo quando il vantaggio fiscale è indebito, perché è stata violata la ratio delle norme eluse.

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          NB

          a condotta abusiva èinopponibile all’Amministrazione finanziaria, che disconosce i vantaggi conseguiti dal contribuente applicando le disposizioni eluse: quindi i negozi posti in essere dal contribuente non sono nulli sul piano giuridico, ma “soltanto” inefficaci ai fini tributari.

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            Domanda: è obbligatorio l'interpello, prima di mettere in atto l'operazione ?

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              abuso senza destrezza ------> evasione fiscale

              (utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, frode fiscale ed altro) e per appropriarsi indebitamente, in danno della compagine societaria e dei creditori della Gicos, di oltre 8,8 milioni di euro, accumulati nel corso degli anni.)


              http://www.corrieredellacalabria.it/...-del-catanzaro

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                Massoneria, il silenzio assordante che non salverà la politica

                http://www.corrieredellacalabria.it/...A0-la-politica

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                  Il comma 13 del nuovo art.10-bis della L. n.212/00, risolvendo in via legislativa la questione finora assai dibattuta in giurisprudenza circa la rilevanza penale dei comportamenti di elusione fiscale, sancisce espressamente che: “Le operazioni abusive non danno luogo a fatti punibili ai sensi delle leggi penali tributarie. Resta ferma l’applicazione delle sanzioni amministrative tributarie”.

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                    Originariamente inviato da ROL Visualizza il messaggio
                    Ehi...voi lassu'.....

                    questo è un prototipo venuto male.....da non replicare!!!

                    https://www.ilfattoquotidiano.it/201...parma/3984022/
                    Sei in: Totò Riina, il vergognoso saluto sui social al capo dei capi: "Riposa in pace grande uomo"

                    http://espresso.repubblica.it/attual...?ref=HEF_RULLO

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                      https://www.ilfattoquotidiano.it/201...-euro/3993653/

                      Il colosso della consulenza accusato di corruzione. A vendere i segreti fiscali del governo sarebbe stata Susanna Masi, che a giugno 2015 è stata nominata tra i cinque consiglieri di Equitalia


                      ahahahhahahaha

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                      Sto operando...
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