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L'angolo di ROL

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    Dopo un lungo iter iniziato nel 2014 con un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, la Commissione tributaria siciliana ha oggi riconosciuto Genovese colpevole di aver sottratto al fisco nel 2005 16 milioni di euro di redditi, detenuti in Svizzera tramite polizze assicurative.


    Nel 2015, dopo aver tentato, invano, la via dell’adesione, respinta dell’Agenzia, Genovese aveva fatto ricorso in primo grado alla Commissione tributaria provinciale di Messina, sostenendo l’erronea inclusione in redditi diversi delle somme e una loro «preesistenza» nel 2004, ottenendo però solo una rideterminazione del reddito sottratto a tassazione in 12,8 milioni (invece che 16,3).



    Nel 2016, il deputato siciliano aveva impugnato anche la sentenza della Ctp di Messina arrivando, dopo vari passaggi, alla Commissione Tributaria Regionale. L’ultima sentenza ha quindi ribaltato quella di primo grado, ma in senso sfavorevole a Genovese, in base al principio sancito per legge che «le persone fisiche residenti in Italia che al termine del periodo d’imposta detengono investimenti all’estero, ovvero attività estere di natura finanziaria, attraverso cui possono essere conseguiti redditi di fonte estera imponibili in Italia, devono indicarli nella dichiarazione dei redditi».



    L’appello è stato quindi rigettato e - a parte una rideterminazione delle sanzioni - viene confermata la validità dell’atto impugnato e l’importo da pagare: 16 milioni di euro.

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      Giudici tributari e tangenti: una sentenza vale una frittura, un’auto in prova o spiccioli

      Il vizietto dei giudici tributari - Da Milano a Catania e Foggia arresti e indagini sulle toghe ghiottone delle controversie fiscali


      https://www.ilfattoquotidiano.it/pre...a-o-spiccioli/

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        SICILIA, RICICLAGGIO: MAXI SEQUESTRO DI BENI. INDAGATO IL NEO ELETTO GENOVESE JUNIOR

        A volte sento dire che non bisognerebbe fare di tutta l'erba un fascio.....le colpe dei padri non possono ricadere su quella dei figli...

        Se dovesse essere confermato, delle due l'una...

        1) La razza non mente...
        2) I figli sono degli incompetenti e ricoprono cariche che non dovrebbero...
        "Resta oggettivo - scrive il gip - che rubare allo Stato circa 20 milioni di euro è, con ogni distinguo che si voglia fare, molto più grave del prendere di notte, sulla pubblica via, un’autoradio o un motorino, pur condotte che in flagranza portano quasi automaticamente al carcere e rendono soggetti miserabili e non da frequentare"

        https://www.ilfattoquotidiano.it/201...buoni/3996206/

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          Un’inchiesta su una dinastia lunga 3 generazioni – Il decreto di sequestro, chiesto dal procuratore di Messina Maurizio De Lucia e dall’aggiunto Sebastiano Ardita, infatti, ricostruisce la storia non ufficiale della dinasty dei Genovese: quella criminale, seppur dal punto di vista degli inquirenti e in fase d’indagine preliminare. “È la singolare storia di questo procedimento, che vede operare una dinastia, con tre generazioni implicate, di cui il primo indagabile (teorico) è Luigi Genovese senior, in realtà deceduto ed il fatto sarebbe prescritto, e con un ramo collaterale ancora più nobile, avendo riguardo a soggetto più volte deputato alla Camera e Ministro”, annota il giudice nel provvedimento. Che parte dal padre di Francantonio – Luigi senior, senatore della Dc dal 1972 al 1994 – e che arriva al figlio del politico passato dal Pd a Forza Italia. Per la prima volta nel registro degli indagati, infatti, è finito anche il giovane Luigi Genovese, 21 anni, studente di Giurisprudenza appena eletto all’Assemblea regionale sicilianacon più di 17mila voti nelle file di Forza Italia. È l’ultimo rampollo della famiglia, che ha appena ricevuto il seggio a Palazzo dei Normani in eredità dallo zio Franco Rinaldi, per volere del padre Francantonio.

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            Luigi, l’ultimo rampollo – Ma non solo. Perché per gli inquirenti Genovese junior ha ricevuto in dote anche altro: denaro, parecchio denaro che il padre con “recentissime operazioni illecite, spericolate se non grottesche” vuole “salvare dall’aggressione“.

            chissà con quali operazioni....

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              Luigi, l’ultimo rampollo – Ma non solo. Perché per gli inquirenti Genovese junior ha ricevuto in dote anche altro: denaro, parecchio denaro che il padre con “recentissime operazioni illecite, spericolate se non grottesche” vuole “salvare dall’aggressione“.

              chissà con quali operazioni....

              Innanzitutto i soldi, a differenza delle noccioline, sono cosi tanti e di cosi tanto valore, che non si potrebbe pensare mai, almeno da una certa età, che vi sia stata una detenzione inconsapevole, e se tutto inizia con Genovese Luigi senior, il reato prosegue e tanti ne derivare e fanno capo al figlio, con moglie e figlio e parenti”.

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                Luigi, l’ultimo rampollo – Ma non solo. Perché per gli inquirenti Genovese junior ha ricevuto in dote anche altro: denaro, parecchio denaro che il padre con “recentissime operazioni illecite, spericolate se non grottesche” vuole “salvare dall’aggressione“.

                chissà con quali operazioni....
                Il prodotto finanziario in questione è, palesemente, finalizzato ad occultare capitali all’estero e consente di sfuggire anche alla tassazione sugli interessi maturati sui depositi di capitali detenuti in Svizzera. Si tratta di un investimento – non dichiarato al fisco italiano – non compatibile con il volume d’affari ed il reddito conseguito e dichiarato da Genovese Francantonio sino all’anno 2005. Cioè si procede nell’attività delittuosa del padre e con modalità analoghe”.

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                  “Questo dichiarare morto il padre vivo è uno dei tantissimi escamotage cui quel “tesoro” ha costretto il Genovese, e che giudicherà lui stesso, al condizionale eventuale, come fatto che sarebbe altamente spiacevole”.

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                    Il ritorno in Italia: “Gli spalloni, trucco da Alì Babà” –Ricostruita nell’indagine è anche la fase in cui Genovese prova a recuperare quel denaro: secondo l’accusa lo fa tramite spalloni, cioè persone che trasportano personalmente il denaro alla frontiera. “Discorso plasticamente lesivo della dignità del ruolo ma spia della capacità di movimenti illeciti, è farsi portare miliardi in contanti dalla Svizzera da spalloni, riceverli in alberghi, di nascosto, scambiando parole convenzionali, una sorte di apriti sesamo che ricorda la favola di Ali Babà e i 40 ladroni”.

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                      in un contesto complessivo, che sorretto dalla evidenza del fine e del metodo, non dà alcun dubbio su gesti effettivi e reali di mera liberalità.

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