Originariamente inviato da Marniegirl
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Ciao, se posso permettermi vorrei un po' parlare di come studiare la parte di ragioneria.
Io ho studiato economia e commercio ma le domande me le pongo lo stesso, in quanto il maggioli mi sembra che dia spazio maggiormente alle scritture contabili dei vari movimenti, e mi sembra difficile che nei quiz possa uscire un vero e proprio esercizio contabile..per cui credo che ci si debba soffermare ( fermo restando lo studio della parte di contabilità generale) più sulla parte di economia aziendale di base. Almeno così la penso io..però poi non capisco perchè il manualone non tratti di essa, e si soffermi quasi esclusivamente sulle scritture contabili.
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Originariamente inviato da vittoria1 Visualizza il messaggiocorreggimi quindi: le immobilizzazioni materiali sono beni materiali (sia patrimoniali che strumentali). L'ammortamento e quindi la deducibilità del bene è possibile solo per i beni strumentali e non patrimoniali.
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Originariamente inviato da copy90 Visualizza il messaggioCiao, se posso permettermi vorrei un po' parlare di come studiare la parte di ragioneria.
Io ho studiato economia e commercio ma le domande me le pongo lo stesso, in quanto il maggioli mi sembra che dia spazio maggiormente alle scritture contabili dei vari movimenti, e mi sembra difficile che nei quiz possa uscire un vero e proprio esercizio contabile..per cui credo che ci si debba soffermare ( fermo restando lo studio della parte di contabilità generale) più sulla parte di economia aziendale di base. Almeno così la penso io..però poi non capisco perchè il manualone non tratti di essa, e si soffermi quasi esclusivamente sulle scritture contabili.
Considerazioni?
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Originariamente inviato da Aida1100 Visualizza il messaggioIo credo che anche per i beni immateriali ci sia un'ammortamento. Non solo per i materiali
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Ecco appunto..il libro della Maggioli continua ad essere più inutile che utile -.-' non mi sembra che dia giusto spazio ad economia aziendale, e da qui i miei dubbi su ''come'' studiare questa materia.
Comunque per quanto riguarda le immobilizzazioni si, anche le immateriali sono soggette ad ammortamento:
http://ratio.it/ratio2/ratioonline.nsf/0/97D53F921813CE3BC12579D70049357C/$FILE/art103_tuir.pdf
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Originariamente inviato da Aida1100 Visualizza il messaggioIo ho studiato contabilità con economia aziendale... trova se riesci un compendio di economia aziendale.
)le immobilizzazioni materiali sono proprio le materie. le immateriali sono quelle intangibili, come diritti d'autore, brevetti, marchi...
4)se sei socia di una s.p.a. e cedi le tue partecipazioni ad un'altra persona ad un prezzo maggiore rispetto a quello per cui tu le hai comprate o ricevute mediante cessione di denaro o di beni, è logico che si genera una plusvalenza, ossia un guadagno fra il valore della partecipazione da te acquistata e la stessa da te venduta. Hai acquistato a 80, vendi a 100, guadagni 20 che sono imponibili fiscalmente.
DIFFERENZA TRA COMPONENTE RICAVI E PLUSVALENZA
Il fattore che distingue la fattispecie contemplata dalla normativa sui RICAVI da quella contemplata dalla normativa sulle PLUSVALENZE PATRIMONIALI è la categoria di beni interessata.
--> Nella prima essa è identificata in positivo, ed è quella di quei beni relativi all’impresa che sono qualificati come beni-merce.
-->Nella seconda essa è identificata in negativo, con metodo residuale, in quanto ricomprende tutti i beni relativi all’impresa (strumentali e non) diversi dai beni-merce.
Nelle due normative divergono altresì i criteri di calcolo dei componenti di reddito rispettivamente considerati. La plusvalenza patrimoniale non coincide come il ricavo con il valore della contropartita patrimoniale (in denaro o in natura) conseguita, o con il valore normale del bene estromesso dalla sfera aziendale. Essa è formata dalla differenza tra il valore normale del bene estromesso e il valore (necessariamente inferiore, altrimenti si configura una minusvalenza e non una plusvalenza, patrimoniale) fiscalmente riconosciuto del bene.
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Originariamente inviato da copy90 Visualizza il messaggioEcco appunto..il libro della Maggioli continua ad essere più inutile che utile -.-' non mi sembra che dia giusto spazio ad economia aziendale, e da qui i miei dubbi su ''come'' studiare questa materia.
Comunque per quanto riguarda le immobilizzazioni si, anche le immateriali sono soggette ad ammortamento:
http://ratio.it/ratio2/ratioonline.nsf/0/97D53F921813CE3BC12579D70049357C/$FILE/art103_tuir.pdf
Se vogliamo fare i sofisticati.......:-)
"La normativa tributaria, al fine di assicurare la certezza del rapporto tributario, fissa un limite massimo all’importo dell’ammortamento dei beni strumentali inseribile tra i componenti negativi del reddito di impresa. Occorre inoltre chiedersi se dall’articolo 102 possa essere ricavata, oltre ad una normativa positiva, anche una normativa negativa, che disponga il divieto di includere nel calcolo del reddito di impresa le quote di ammortamento dei beni materiali non strumentali. Ma l’analisi della disciplina dei redditi di impresa induce ad escludere questa evenienza, mettendo in luce il fatto che, quando il legislatore tributario ha inteso privare certi comportamenti negativi della capacità di incidere sul calcolo del reddito, ha posto un divieto esplicito. In assenza di un siffatto divieto, la deduzione delle quote di ammortamento dei beni materiali non strumentali non può dunque essere negata, salvo naturalmente che per la categoria di beni immobili, in relazione ai quali esiste un divieto esplicito."
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Originariamente inviato da Aida1100 Visualizza il messaggioFacendo un paio di quiz della ripam mi sono capitate domande di economia aziendale, non di contabilità vera e propria. Se non in materia di ratei e risconti.
Ciao....(non voglio fare il saputello ma solo aiutarvi).....non è proprio così Aida....domande ci sono pure sulla tecnica ragionieristica...ad es
nel 2002---si chiedeva :
"i conti economici di reddito accolgono in avere?"
poi ancora sulla tipologia dei conti (conti finanziari)
nel 2005--
chiedevano
"l'individuazione di una variazione economica negativa"
"la contropartita di un conto" (in caso di azioni sopra la pari)
"conto cambiali attive"
" eccedenza dare e avere dei conti"
"il valore del bene da ammortizzare"
" i conti numerari rilevano in dare? ecc ecc
Insomma hai capito...:-)
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Originariamente inviato da ROL Visualizza il messaggioDIFFERENZA TRA COMPONENTE RICAVI E PLUSVALENZA
Il fattore che distingue la fattispecie contemplata dalla normativa sui RICAVI da quella contemplata dalla normativa sulle PLUSVALENZE PATRIMONIALI è la categoria di beni interessata.
--> Nella prima essa è identificata in positivo, ed è quella di quei beni relativi all’impresa che sono qualificati come beni-merce.
-->Nella seconda essa è identificata in negativo, con metodo residuale, in quanto ricomprende tutti i beni relativi all’impresa (strumentali e non) diversi dai beni-merce.
Nelle due normative divergono altresì i criteri di calcolo dei componenti di reddito rispettivamente considerati. La plusvalenza patrimoniale non coincide come il ricavo con il valore della contropartita patrimoniale (in denaro o in natura) conseguita, o con il valore normale del bene estromesso dalla sfera aziendale. Essa è formata dalla differenza tra il valore normale del bene estromesso e il valore (necessariamente inferiore, altrimenti si configura una minusvalenza e non una plusvalenza, patrimoniale) fiscalmente riconosciuto del bene.
Al momento della loro eventuale cessione, la differenza tra corrispettivo conseguito e valore fiscale come sopra determinato, darà luogo a plusvalenze o minusvalenze .
Ancora........ corrispettivi ed i valori fiscali suddetti non sono oggetto di correttivi a fronte dell’inflazione monetaria (perdita di valore della moneta)
Eventuali rivalutazioni economiche, non accompagnate dal sostenimento di spese incrementative e giustificate solo con un maggior valore economico del bene, non rilevano fiscalmente, nel senso che il valore fiscale resta quello anteriore alla rivalutazione. In altri termini, le plusvalenze iscritte in bilancio sono irrilevanti fiscalmente , e non comportano alcuna componente positiva del reddito fiscale, né alcun aumento dei valori fiscalmente riconosciuti dei beni rivalutati.
Spesso, tuttavia, apposite disposizioni normative di “tassazione volontaria” consentono di dare rilevanza fiscale a queste rivalutazioni a fronte del pagamento di una imposta sostitutiva; è una specie di “prestito di imposta”, uno scambio dove il contribuente “investe” nell’aumento dei valori fiscali; pagando subito una imposta sostitutiva egli guadagna maggiori costi fiscali di riferimento, da cui giungeranno nei successivi periodi di imposta maggiori costi, deducibili ad aliquota ordinaria
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