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    CIVILE: AZIONI DI RISPARMIO
    sottodamande
    - quali società possono emetterle?
    - differenza rispetto agli obbligazionisti
    - differenza rispetto all'azionista ordinario
    - se la società è in perdita?

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      Contabilita': Rappresentazione contabile nella cessione titoli

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        Originariamente inviato da strelizia Visualizza il messaggio

        Si trova qualcosa su internet, ma sapere che pure questo dovrà essere fatto...ma solo per l'orale nel caso
        ---> ripartizione nel tempo di interessi attivi e passivi e di ricavi ed oneri accessori della transazione basata sulla durata dello strumento finanziario.

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          mariavergine, non saprei rispondere a nessuna domanda attualmente.

          Domani cosa pensavi di guardare? che cosi stasera ci do un occhio.

          grazie mille

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            Il valore dei titoli Il valore di un titolo può assumere diverse configurazioni in base al momento e alle modalità con cui viene determinato. In particolare, è possibile distinguere:
            - valore nominale;
            - valore di emissione;
            - valore di rimborso;
            - valore di mercato
            .

            Il valore nominale è l’importo scritto sul titolo. Per i titoli a reddito predeterminato (quasi tutti i titoli di Stato, le obbligazioni, ecc.) rappresenta la somma su cui si calcolano gli interessi. Per le azioni rappresenta la quota di partecipazione al capitale sociale.

            Il valore di emissione è l’importo che il sottoscrittore versa all’ente emittente nel momento in cui quest’ultimo lo colloca inizialmente sul mercato. Se il titolo viene emesso per un importo uguale al suo valore nominale si ha un’emissione alla pari; se viene emesso per un valore inferiore al nominale, si ha un’emissione sotto la pari; se, infine, il valore di emissione risulta superiore al nominale, si è in presenza di un’emissione sopra la pari.

            Il valore di rimborso è la somma che l’ente emittente restituirà, al momento dell’estinzione del titolo, al possessore. Di solito coincide con il valore nominale del titolo, ma in alcuni casi è previsto un valore di rimborso superiore (rimborso sopra la pari).

            Il valore di mercato, infine, è il prezzo, determinato sulla base delle dinamiche della domanda e dell’offerta sul mercato mobiliare, al quale un titolo oggetto di negoziazione viene quotato.

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              Originariamente inviato da checcom Visualizza il messaggio
              mariavergine, non saprei rispondere a nessuna domanda attualmente.

              Domani cosa pensavi di guardare? che cosi stasera ci do un occhio.

              grazie mille
              cosa credi abbiano fatto i tuoi colleghi?

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                Originariamente inviato da ROL Visualizza il messaggio

                cosa credi abbiano fatto i tuoi colleghi?
                colleghi nel senso che NON lavorano in agenzia?? ahahaha

                che si fa domani?

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                  Oltre che alle quantità cui si riferiscono (100 euro di valore nominale o un titolo), i prezzi dei titoli, detti anche corsi, possono essere espressi in modo diverso a seconda del valore cui si riferiscono. Sotto questo profilo si possono individuare due corsi fondamentali: corso secco e corso tel quel.

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                    Originariamente inviato da ROL Visualizza il messaggio
                    Oltre che alle quantità cui si riferiscono (100 euro di valore nominale o un titolo), i prezzi dei titoli, detti anche corsi, possono essere espressi in modo diverso a seconda del valore cui si riferiscono. Sotto questo profilo si possono individuare due corsi fondamentali: corso secco e corso tel quel.
                    Il corso secco rappresenta il prezzo di mercato riferito al valore del capitale del titolo e non comprende, quindi, il valore degli interessi. Viene indicato da una quotazione percentuale seguita da “+ i”. Quest’ultima indicazione sta a significare che la quotazione non comprende gli interessi che devono essere calcolati e sommati al corso secco, cioè al valore del capitale. Così, ad esempio, se un titolo è quotato 98,20 + i, significa che per ogni 100 euro di valore del capitale (valore nominale) è necessario pagare un prezzo di 98,20. Sono quotati al corso secco i titoli di debito provvisti di cedole. Questa modalità per esprimere il corso non è idonea a rappresentare il prezzo che deve essere pagato dall’acquirente in un’operazione di compravendita di titoli. Infatti, quando la cessione di un titolo avviene ad una data intermedia compresa tra le date di godimento , il compratore, all’atto dell’acquisto, dovrà corrispondere al venditore il prezzo che il mercato riconosce al puro capitale (corso secco) maggiorato degli interessi relativi alla cedola in corso di maturazione. Alla successiva data di godimento, infatti, l’acquirente incasserà gli interessi relativi all’intera cedola, ma i proventi maturati fino al momento della cessione spettano al venditore. Pertanto, per determinare l’importo che l’acquirente deve corrispondere al venditore occorre calcolare il corso tel quel (t.q.), cioè il prezzo che comprende, oltre al valore capitale del titolo, anche gli interessi relativi alla cedola in corso di maturazione, ossia gli interessi maturati dalla data di ultimo godimento al giorno della negoziazione. In pratica, il corso tel quel si ottiene dal seguente calcolo: Corso tel quel = corso secco + interessi maturati

                    Si può affermare che a livello concettuale, le quotazioni delle azioni di società (che includono nel valore di mercato parte degli utili maturati) e dei titoli di debito sprovvisti di cedole (BOT, titoli zero coupon, ecc., che comprendono gli interessi maturati) hanno, di fatto, una quotazione che può essere assimilata a quella tel quel. Peraltro, poiché in questi casi la quotazione si riferisce indistintamente al valore del capitale e degli interessi (dividendi per le azioni) in corso di maturazione, si suole parlare di corso tel quel sui generis

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                      Il funzionamento del conto titoli
                      La teoria e la pratica contabile individuano diverse modalità di rilevazione e rappresentazione in bilancio delle operazioni di compravendita relative ai titoli.
                      due differenti impostazioni per la tenuta del conto titoli: il funzionamento a costi e costi e a costi, ricavi e rimanenze. In entrambi i casi si utilizza un conto titoli con funzionamento bifase, che accoglie sia le operazioni di acquisto sia quelle di vendita. Quando il conto titoli funziona a costi e costi, gli acquisti vengono contabilizzati nella sezione Dare, indicando il corso di acquisto (corso secco per i titoli di debito con cedola e corso tel quel sui generis per le azioni e i titoli di debito senza cedola); le vendite, viceversa, sono rilevate in Avere del conto titoli, provvedendo a stornare il costo dei titoli ceduti. La differenza tra il corso di vendita e il corso di acquisto dei titoli venduti stornato in Avere rappresenta il risultato lordo della negoziazione (utile o perdita su titoli, a seconda che il corso di vendita sia maggiore o minore del corso di acquisto). In pratica, adottando il funzionamento del conto titoli a costi e costi si evidenzierà un utile o una perdita su titoli per ogni singola negoziazione conclusa

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