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L'angolo di ROL

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    In particolare, l’attività investigativa ha accertato che alcuni finanziatori indo-pakistani della “City” di Londra, attraverso la mediazione di broker italiani e rumeni residenti all’estero, “offrivano” per ogni falsa spedizione all’estero un compenso di circa 12.000 euro. Il sodalizio, grazie alla connivenza di spedizionieri e funzionari doganali corrotti, riusciva a “regolarizzare” le movimentazioni delle merci attraverso l’emissione di falsi documenti amministrativi elettronici denominati “e-AD”. Tali documenti, che hanno sostituito i vecchi formulari cartacei, sono obbligatori per accompagnare la circolazione dei prodotti soggetti ad accise circolanti, sia a livello nazionale che a livello comunitario, in sospensione di tale imposta. Il disegno criminoso prevedeva l’effettiva immissione in consumo delle bevande alcoliche all’interno dell’Unione europea e del territorio nazionale, in luoghi diversi da quelli dichiarati documentalmente, facendo sì che gli effettivi destinatari della merce potessero evitare il pagamento dell’accisa (oltreché degli altri tributi) per la loro commercializzazione.

    http://tuttoggi.info/frode-fiscale-i...letino/416714/

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      http://www.repubblica.it/cronaca/201...-C4-P3-S1.4-T1

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        uno dei miei preferiti....

        il grande TINTI

        magistrati si dividono in due categorie: gli spalatori e gli scalatori. I primi entrano nei palazzi di giustizia alle 8,30/9 di mattina, ne escono per un’oretta all’ora di pranzo e tornano a casa verso le 7/8 di sera. Spalano fascicoli come i contadini zappano l’orto: tutti i giorni, con fatica e convinzione; il prodotto, che siano carote o sentenze, deve arrivare al mercato. I secondi praticano politica associativa: Segretario e/o Presidente di Corrente, Segretario e/o Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), Comitato Direttivo Centrale (CDC), Giunta, Assemblea, Consiglio Superiore della Magistratura (CSM); e naturalmente tutti i correntizzati che aspirano a diventare correntocrati. Studiano da piccoli, da quando entrano in magistratura come Magistrato Ordinario in Tirocinio (MOT), il modo migliore per fare carriera. Non solo nella magistratura, anche se questo è il primo gradino; ma nella politica: Capo di Gabinetto, Sottosegretario, Componente di questa o quella Istituzione Pubblica, meglio se Internazionale o almeno Comunitaria; addirittura Presidente di Regione o Sindaco. Si capisce che spalare, spalano poco; qualche volta anche tanto, se serve alla scalata. In ogni modo mai fino alla fine: come mettono piede sul primo gradino della scala, a mandare avanti il fascicolo ci penserà qualcun altro.
        Tutto questo non rende un gran servizio alla Giustizia. Ovviamente in termini di quantità: gli scalatori viaggiano leggeri. Ma soprattutto in termini di affidabilità: un giudice che ha un padrone non può essere un buon giudice. E gli scalatori hanno tanti padroni nel corso del loro viaggio. Prima di tutti la Corrente. Ce ne sono quattro: Unità per la Costituzione (UniCost), Magistratura Indipendente (MI), Autonomia e Indipendenza (A&I), Area (che in realtà e composta da 2 Correnti, Magistratura Democratica e Movimento) ognuna con il suo bravo organigramma di Segretari, Presidenti, Probiviri etc. La Corrente è l’attrezzo principale per fare carriera: ti insegna a scalare, a fare il capocordata, a maneggiarla come si deve per arrivare in cima, sempre più su. Però, correntizzato o correntocrate che tu sia, sempre sotto padrone stai: nelle nomine dei Capi degli Uffici, nell’assegnazione a posti di prestigio, nei procedimenti disciplinari, nella redazione dei pareri diretti al Parlamento, nell’assegnazione a posti politici e internazionali di prestigio. Come diceva in una celebre mail destinata a restare riservata e che fu invece spedita a una lista leggibile da tutti i magistrati (autore il magistrato consigliere del CSM Francesco Vigorito che comunicava a due colleghi la sua speranza di non aver fatto “un’ingiustizia troppo grossa [se era piccola andava bene? ndr] nominando una collega al posto di altro più meritevole) certe decisioni si prendono perché “politicamente opportuno”.
        Poi sulla vetta c’è il Sole; e –come tutti sanno- a stare vicini al Sole ci si scalda. I Presidenti e i Segretari delle varie Correnti e Istituzioni giudiziarie fanno presto a fraternizzare con i vertici della politica e a piazzarsi o a piazzare colleghi della stessa risma nei Partiti, nel Governo, nelle Istituzioni pubbliche. Quasi sempre questi scalatori arrivati in vetta non si dimettono dalla magistratura. Sanno che una frana è sempre possibile e che garantirsi un atterraggio morbido è prudente. Così capita (quasi sempre, la politica è un’altalena) che tornino in magistratura. Ma mica a fare lo spalatore, ci mancherebbe altro! Tornano come Presidenti di Tribunale, di Appello, di Cassazione, Procuratori della Repubblica e Procuratori Generali. Ci pensa il CSM, dove siedono sempre e solo i loro sodali correntocrati, a spartire i posti di prestigio: questa Procura la diamo all’ex Sottosegretario X (magari non è ancora nemmeno ex ma ha comunicato la sue imminenti dimissioni …), noto correntocrate della Corrente Y e questa Presidenza al Capo di Gabinetto Z, anche lui noto correntocrate della Corrente W. Ma questa Procura vale più di questa Presidenza! Va bene allora diamo alla corrente W anche quest’altra Procura più piccola, ci mandiamo il correntocrate K. E via così.
        Sembra incredibile, vero? Allora sappiate che, qualche giorno fa, ci sono stati due avvenimenti importanti nel mondo giudiziario. Giovanni Melillo è stato nominato Procuratore della Repubblica a Napoli e Andrea Mirenda, Presidente di Sezione del Tribunale di Verona, darà le dimissioni per fare il giudice di sorveglianza nello stesso Tribunale, posto da spalatore che più non si può.
        Melillo proveniva a da una prolungata storia di “fuori ruolo”, appellativo tecnico con cui si definiscono gli scalatori: Consigliere Giuridico alla Presidenza della Repubblica, Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia nei Governi Renzi e Gentiloni, manco a dirlo correntizzato di Area (MD). Vero, con lunghi periodi di spalatore: Sostituto Procuratore e Procuratore Aggiunto a Napoli, addetto alla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA). Solo che l’altro candidato era Federico Cafiero de Raho, Procuratore della Repubblica a Reggio Calabria, titolare di processi storici in materia di camorra, ndrangheta, mafia (è il magistrato cui si deve la sconfitta del clan dei casalesi), insomma super esperto di criminalità politica e mafiosa che costituisce il nucleo centrale dell’illegalità nel teatro meridionale. E poi, se vogliamo stare alle regole, titolare di “posto direttivo” mentre Melillo più su di un “posto semidirettivo” non c’era mai andato
        Quanto a Mirenda, era uno spalatore come tanti. La vicenda Melillo, e altre contemporanee, lo hanno fatto incazzare. In realtà credo siano state la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E ha scritto una lettera che ha pubblicato su Facebook: “Un sistema giudiziario improntato oramai ad un carrierismo sfrenato, arbitrario e lottizzatorio, che premia i sodali, asserve i magistrati alle correnti, umilia la stragrande maggioranza degli esclusi e minaccia l'indipendenza dei magistrati con la lusinga della dirigenza o la mortificazione di una vita da travet". E, per protesta, si dimette dalla carica di Presidente di Sezione e chiede di andare a fare il “soldato semplice” al Tribunale di Sorveglianza. Dovranno mandarcelo per forza, nessuno è più titolato di lui poiché nessun anziano chiede di andare a fare quel lavoro; ci vanno i giudici di prima nomina e, in genere, scappano prima possibile.
        L’indignazione degli spalatori è stata grande: la lettera di Mirenda ha avuto ampia diffusione come anche un passo del documento conclusivo dell’assemblea nazionale di Area del 27/11/2016 dove virtuosamente si afferma: “Area ritiene che, nel conferimento di funzioni dirigenziali, il CSM debba sempre tenere conto del metodo con cui si è stati chiamati ad assumere l’incarico (cooptazione, chiamata, concorso); della tipologia dell’incarico (maggiore o minor affinità con le funzioni giudiziarie); della maggiore o minore “vicinanza” alla politica dell’incarico stesso. Ferma restando la prevalenza dell’esperienza giudiziaria su quella fuori ruolo, Area ritiene che si debba valutare se l’aver svolto attività fuori ruolo possa determinare profili di incompatibilità del candidato rispetto all’ufficio che aspira a dirigere.” Difficile negare che il Capo di Gabinetto di un Ministro è “chiamato” fiduciariamente; che tale attività non ha nulla a che fare con la giurisdizione e che lo stretto legame con la politica è incompatibile con le funzioni di un Procuratore Capo. Però poi Area (due suoi adepti in CSM si sono dissociati) ha votato per Melillo. Della serie “Le parole stanno a zero”.
        Ho fatto il magistrato per 40 anni ed è andata sempre peggio. Per questo me ne sono andato: meglio spiegare ai cittadini quello che succede. E non c’è solo la magistratura: ipocrisia, doppiezza, disonestà e vera e propria criminalità hanno colonizzato tutti i settori della vita pubblica italiana; ne va raccontata la storia e quello che si dovrebbe fare per combatterle. Questo giornale mi sembra il posto giusto per farlo.

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          http://fiscopiu.it/articoli/news/ass...-frode-fiscale

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            un classico....

            http://www.paesenews.it/?p=101816

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              Il testo dell'iniziativa mira ad ancorare nella Costituzione federale il segreto bancario per le persone residenti in Svizzera. Lo scopo è di scongiurare che in futuro le autorità fiscali possano chiedere alle banche di fornire informazioni bancarie relative a un cliente anche in caso di evasione fiscale e non solo in caso di frode.


              https://www.swissinfo.ch/ita/cn--sfe...zione/43536862

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                Re nero: ancora 116 testimoni di accusa, ma Per il Pm sono sufficienti le prove finora raccolte

                http://www.libertas.sm/notizie/2017/...-raccolte.html

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                  Ma tanto potrebbe bastare a far tremare chi da tempo guarda con apprensione alle iniziative investigative della Dda di Reggio Calabria.
                  «La politica reggina – si legge nelle carte – coinvolta in modo indelebile con quella che possiamo definire la ‘ndrangheta massonica o meglio dire la zona grigia». Parole pesanti, ma forse giustificate alla luce delle informazioni che Lo Giudice afferma di poter fornire «Finora – scrive – è attiva una superloggia segreta che impartisce e spartisce i proventi che fuoriescono dalle casse dello Stato e della povera gente». L’italiano di Lo Giudice zoppica, il narrato no. Le sue parole sembrano confermare punto per punto quello che dalle inchieste della Dda sta emergendo.
                  https://www.laltrocorriere.it/memori...i-della-santa/

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                    http://www.fiscooggi.it/files/u5/ras...tampa/1_81.pdf

                    ma certo.....

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                      https://www.studiocerbone.com/corte-...riconducibile/

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                      Sto operando...
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