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L'angolo di ROL

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    Oggi le indagini sono più difficili rispetto al 1992?
    "La balcanizzazione delle centrali di corruzione le rende più complesse. Siamo abbastanza bravi nella ricostruzione dei flussi finanziari. Ma se il denaro parte dall'Italia, va in Svizzera, poi a Hong Kong e da lì alle Cayman per poi rientrare, mi serve tempo per individuare tutte le tappe. Mentre fai le indagini, però, senti l'orologio che batte inesorabile e quando trovi i soldi e li sequestri, hai già consumato buona parte del tempo disponibile prima della prescrizione

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      "A volte ci contestano di non fare questa o quella richiesta di processo. Ma chi muove le indagini deve avere per primo la capacità di capire dove può arrivare con quello che ha in mano. Inchieste che portino a processi azzardati sono un danno per tutti: per le procure che le propongono, per gli imputati e per la collettività perché c'è una perdita di credibilità della giustizia".

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        È un provvedimento senza precedenti, se si considera che il polo petrolchimico siracusano resta uno dei più importanti d'Europa.

        L'inchiesta scaturisce dai numerosi esposti e dalle denunce di cittadini, movimenti ambientalisti ed enti e istituzioni che lamentavano la cattiva qualità dell'aria.


        http://palermo.repubblica.it/cronaca...usa-171323614/

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          Il viaggio dei veleni comincia nel litorale di Siracusa, un litorale che alla fine degli anni ’50 venne immolato nel nome dello sviluppo. Qui il cavaliere Angelo Moratti venne a costruire la Rasiom, in grado di raffinare 8 milioni di tonnellate di greggio all’anno. In seguito arriveranno la Esso, l’Eni e l’Enel. E la costa tra i comuni di Priolo, Augusta e Melilli verrà ribattezzata “triangolo della morte”. Le industrie petrolifere e quelle chimiche hanno dato lavoro negli anni a circa 10 mila persone. Oggi però, a parte la Erg, stanno tutti trasferendo altrove i cicli produttivi. Dello sviluppo economico qui è rimasto ben poco.

          A certificare 50 anni di industria rimangono però le statistiche sulla percentuali di decessi. A Priolo e Augusta i morti di tumore sono il 10 per cento in più rispetto al resto della Sicilia, e superano il 20 per cento quelli per tumore al polmone. Dal 1990 è scattato anche l’allarme malformazioni genetiche. Nel 2000 a Priolo il 5 per cento dei bambini è nato con malformazioni, cinque volte in più della media nazionale. Diffusissima l’ipospadia, una malformazione congenita dell’apparato genitale, che ad Augusta colpisce il 132 per mille dei nati. Numeri che ad oggi non hanno ancora trovato una causa specifica per la legge. Manca il nesso causale, ovvero la dimostrazione che i tumori e le malformazioni genetiche derivino dall’inquinamento delle industrie. Nel 2006 però la Syndial, società del gruppo Eni, ha deciso di risarcire alcune famiglie di Priolo: 11 milioni di euro per 101 casi di bambini nati con malformazioni genetiche.
          Il nesso causale manca anche a Gela, settantamila abitanti sulla costa meridionale della Sicilia, dove da cinquant’anni la parola lavoro è sinonimo di Eni. Oggi a lavorare per l’azienda del cane a sei zampe ci sono meno di duemila persone. E in futuro saranno ancora meno. Fino agli anni ’90, però, dai cancelli del Petrolchimico voluto da Enrico Mattei sono passati interi nuclei familiari: migliaia di operai che raffinavano carburante e producevano concimi chimici e materie plastiche. Quattro celle affacciate sulla tangenziale costituivano fino al 1994 il reparto Clorosoda, il fiore all’occhiello della nuova chimica made in Italy. Attivo dal 19 marzo 1971, Clorosoda era conosciuto da queste parti come il reparto killer. Su 75 operai che ci hanno lavorato negli ultimi anni di attività più della metà si sono ammalati di tumore: una ventina sono già morti, gli altri lottano contro un sistema immunitario distrutto dai veleni. Per anni, infatti, hanno lavorato respirando mercurio, che dentro Clorosoda era trattato senza alcuna precauzione.

          Il problema vero però è nella matrice ambientale: a Gela sono inquinati anche gli ortaggi coltivati nella zona. Il risultato è che nel 2002, 520 bambini nati a Gela sono venuti alla luce con malformazioni genetiche. Anche qui è diffusissima l’ipospadia ma non mancano anche i casi di bambini nati microcefali, soprattutto tra le famiglie di ex operai del petrolchimico. “Quando io e mio fratello siamo nati senza alcun tipo di malformazione in famiglia si è quasi gridato al miracolo per una cosa che dovrebbe essere normale” racconta il giornalista Andrea Turco, figlio di un operaio dell’indotto petrolchimico. Nel 2006 un centinaio di famiglie di ex operai Clorosoda hanno deciso di mettersi insieme per fare causa all’Eni e costringere i vertici dell’azienda a prendersi le proprie responsabilità. “Siamo pronti ad aiutare anche le vittime del petrolchimico di Gela” dice Andrea Armaro, responsabile relazioni esterne del cane a sei zampe. Dal 2008 la procura di Gela ha aperto un’inchiesta sulla vicenda. E in attesa che le indagini facciano il loro corso, il genetista Sebastiano Bianca mette tutti in guardia: “In trent’anni non è cambiato nulla: pur avendo in parte dismesso gran parte degli impianti le percentuali di malformazioni sono rimasti stabili. Quindi il vero problema di questa città non sono le generazioni presenti ma quelle che verranno”.

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            Originariamente inviato da ROL Visualizza il messaggio
            Diciamo che qualcuno dovrebbe rileggersi Leonardo Sciascia. Se si ricorda chi sia. Denunciava già nel 1961 questa tendenza italica, quella di non sapere o volere adattare alla modernità la criminalità organizzata che cambia metodi e modi con maggiore velocità rispetto al codice penale: «Forse tutta l’Italia va diventando Sicilia… E sale come l’ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l’Italia, ed è già, oltre Roma… ». A distanza di mezzo secolo da questa profezia, il tribunale infligge pene severissime ai criminali che avevano messo le mani su Roma, ma non cancella la parola “Forse” dalla più celebre citazione de “Il Giorno della Civetta”.

            E la mafia certamente ha ascoltato dalle sue lorde tane e dalle sue latitanze. Perché può stare certa che in un Paese come il nostro, invischiato in decine di scandali e omicidi, attovagliato spesso con loschi figuri, affermare in nome del popolo italiano che non solo non siamo riusciti a sconfiggere le mafie storiche, ma siamo stati capaci di farne crescere una nuova, nel cuore di Roma, già graziata ai tempi della Banda della Magliana, è roba troppo grossa per il nostro Stato. Lo sappiamo da anni.

            http://espresso.repubblica.it/opinio...?ref=HEF_RULLO
            Il tuo libro per le vacanze
            Anch'io non l'ho mai letto, lo farò appena potrò...

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              La filosofia di Carminati (sempre stando ad una intercettazione) era tenere pronti vari progetti da sottoporre a coloro – politici o amministratori – cui spettava decidere. Chiedendo “che te serve?; come posso guadagnare?; con l’avvertimento finale: “te lo faccio io” quel lavoro, ma “se poi vengo a sapere che te lo fa un altro, è ’na cosa sgradevole”. Una evocazione delle possibili conseguenze nel caso di una possibile mancata intesa.

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                Originariamente inviato da ROL Visualizza il messaggio
                La filosofia di Carminati (sempre stando ad una intercettazione) era tenere pronti vari progetti da sottoporre a coloro – politici o amministratori – cui spettava decidere. Chiedendo “che te serve?; come posso guadagnare?; con l’avvertimento finale: “te lo faccio io” quel lavoro, ma “se poi vengo a sapere che te lo fa un altro, è ’na cosa sgradevole”. Una evocazione delle possibili conseguenze nel caso di una possibile mancata intesa.
                Per situazioni del genere, una sentenza della Cassazione del 2015 ha stabilito questo principio: mafia è anche quel sodalizio criminale che adopera il metodo mafiosoin forma silente, senza ricorrere e forme eclatanti, avvalendosi di quella forma di intimidazione, per certi aspetti ancora più temibile, che deriva dal non detto, dall’accennato, dal sussurrato”. Se si aggiunge che nel processo contro Carminati & C. sono stati condannati a pene consistenti vari uomini di destra come di sinistra, sarà davvero interessante studiare la motivazione del tribunale di Roma.

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                  http://www.ilfattoquotidiano.it/prem...uelli-del-sud/

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                    Le indagini sulla Casa Divina Provvidenza di Bisceglie – coordinate dalla pm Silvia Curione e dall’ex procuratore aggiuntoFrancesco Giannella – sono partite parallelamente alla richiesta di fallimento avanzata dalla Procura di Trani nel giugno 2012: l’ente della Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza (l’ex ente psichiatrico con ospedali a Bisceglie, Foggia e Potenza) era gravato da debiti per 500 milioni di euro accumulati nei confronti di vari creditori, tra cui l’Inps e l’Agenzia delle entrate.

                    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017...denza/3744796/

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