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L'angolo di ROL
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Originariamente inviato da mutekingC’era una volta un boschetto, vicino al castello della regina cattiva, dove vivevano otto simpatici nani: Dotto, Brontolo, Gongolo, Pisolo, Mammolo, Eolo, Cucciolo e Occhiolo. Ebbene sì, erano otto un tempo e l’ultimo era il più bello (per gli standard dei nani, s’intende). Occhiolo infatti aveva due immensi occhioni azzurri, con i quali incantava tutte le ninfe del bosco. Occhiolo però amava fare il funambolo e questo, come tutti sanno, è un hobby pericoloso. Una volta decise di percorrere con Mammolo, Gongolo ed Eolo un lungo ramo di edera, che collegava la loro casetta con una grotta incantata. Per percorrere l’intero tragitto Mammolo ci mise 2 minuti, Eolo 5, Gongolo 10 e Occhiolo (naturalmente…) uno solo. Arrivati alla grotta incantata, però, trovarono la regina cattiva che li aspettava per un’imboscata. La megera decise di rendere il percorso di ritorno più difficile, stregando il ramo con il seguente maleficio: i nani avrebbero potuto ripercorrere il ramo solo portando con sé la mela avvelenata (data loro dalla regina per Biancaneve): il ramo non avrebbe retto più di due nani per volta, e si sarebbe rotto immediatamente se i nani avessero tentato di percorrerlo senza mela. È chiaro che quando due nani attraversano il ramo insieme con la mela, gli stessi procedono alla velocità del più lento dei due. L’attraversamento del ramo diventa quindi complicato: due nani possono passare con la mela, ma poi uno dei nani che ha già passato il ramo dovrà tornare indietro con la mela, per consentire il passaggio di un’altra coppia.
Qual è, in minuti, il minimo tempo necessario perché i 4 nani possano percorrere il ramo e tornare a casa?
Il quiz anche se non in linea con il concorso A.E è serio.....(altrimenti avrebbe recitato una "sola" e non uno solo
Ma nella mia mente malata ahahaha come ho visto quella sequenza e sbirciato le risposte ho subito pensato a quella soluzione....inoltre se dice uno solo 11.111.111 .....i penso a quelloUltima modifica di ROL; 16-02-2021, 09:14.
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Qui la povertà è tutta simulata per celare potere assoluto, dominio e terrore. E lo dimostra anche il silenzio pneumatico o quasi che contorna il maxi processo "Rinascita Scott" che si sta celebrando nella nuova aula bunker dell'ex area industriale di Lamezia Terme dove 325 imputati del clan Mancuso devono rispondere a 400 capi d'accusa.
E' il più grande processo mai celebrato in Italia alla criminalità organizzata, secondo solo a quello storico di Palermo, ma le udienze scivolano via nella distrazione pandemica.
https://www.antimafiaduemila.com/hom...drangheta.html
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Originariamente inviato da ROL Visualizza il messaggioQui la povertà è tutta simulata per celare potere assoluto, dominio e terrore. E lo dimostra anche il silenzio pneumatico o quasi che contorna il maxi processo "Rinascita Scott" che si sta celebrando nella nuova aula bunker dell'ex area industriale di Lamezia Terme dove 325 imputati del clan Mancuso devono rispondere a 400 capi d'accusa.
E' il più grande processo mai celebrato in Italia alla criminalità organizzata, secondo solo a quello storico di Palermo, ma le udienze scivolano via nella distrazione pandemica.
https://www.antimafiaduemila.com/hom...drangheta.html
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hi conosce il collaboratore Cosimo Virgiglio, imprenditore di Rosarno, criminale di livello ma soprattutto nono grado della piramide iniziatica, cavaliere eletto, "sacrato all'interno della chiesa - ama ricordare - di sant'Anna del Vaticano".
Da tempo lui accompagna il servizio centrale del Ros, le procure di Reggio e Catanzaro nei cunicoli del mondo di compassi e grembiulini: «Vibo Valentia è l'epicentro della massoneria sia legale che di quella cosiddetta deviata. Questa era formata da due filoni: i "sussurrati all'orecchio", persone che rivestivano delle cariche istituzionali e per questo non potevano essere inserite nelle liste segnalate alla prefettura; e i "sacrati sulla spada", soggetti con precedenti penali di vario genere compresi ‘ndranghetisti ovvero i "rispettosi del vangelo di Giovanni", loro si reputano infatti angeli di Dio».
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La disciplina attuale è particolarmente vantaggiosa perché “combina” diversi elementi favorevoli – franchigia elevata e aliquota bassa per i parenti in linea retta, esenzione per i passaggi generazionali di aziende e partecipazioni, rendite catastali basse per gli immobili, valore del patrimonio netto contabile delle società partecipate da considerare come base imponibile per le partecipazioni –, e quindi “tassare immediatamente” è, paradossalmente, generalmente conveniente.
Viene infatti “chiusa” definitivamente la partita successoria, nella maggior parte dei casi pagando poco o nulla, con una tassazione che è “tombale” anche nel caso in cui quel patrimonio incrementi il proprio valore, come ha avuto modo di precisare l’Agenzia nella circolare 48/E/2007, affermando che “Poiché la tassazione, che ha come presupposto il trasferimento di ricchezza ai beneficiari finali, avviene al momento della costituzione del vincolo, l’eventuale incremento del patrimonio del trust non sconterà l’imposta sulle successioni e donazioni al momento della devoluzione”.
Questo scenario così favorevole è però sicuramente destinato a modificarsi, sia dal punto di vista della disciplina dell’imposta di successione e donazione, con un inasprimento sollecitato anche in ambito comunitario, che della revisione delle rendite catastali.
Oggi, invece, disponendo il proprio patrimonio in trust, vi è la possibilità di trasferirlo ai propri discendenti in futuro, al termine di durata del trust stabilita nell’atto istitutivo, senza che venga intaccato in modo rilevante da un eccessivo carico impositivo in sede successoria
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