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    https://www.ilpost.it/2020/02/01/cum...isco-germania/

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      Originariamente inviato da ROL Visualizza il messaggio

      no, perchè qualcuno potrebbe pensare che io spacci domande in anteprima....
      Macchè...

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        Originariamente inviato da ROL Visualizza il messaggio
        bussolotto tributario

        IL VALORE NORMALE AI FINI DELLE IMPOSTE DIRETTE E DELL'IVA
        I.D.-----> art 9 (qui c'è anche la disciplina dei conferimenti " in genere") tuir
        IVA-----> art 14 dpr 633/72

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          sottodomanda valore normale iva

          che differenza c'è tra prezzo di acquisto / prezzo di costo di beni simili e il valore normale di mercato?

          (NB: PER GLI OMAGGI, AUTOCONSUMO E ASSEGNAZIONE BENI AI SOCI : qui c'è il prezzo di acquisto o in mancanza bla bla...

          PER LE PERMUTE : c'è il VALORE NORMALE DI MERCATO)

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            sottodomanda al valore normale ai fini ID

            per le partecipazioni rappresentate da azioni negoziate in mercati regolamentati, come si determina il valore normale?

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              Proprio a seguito delle numerose lamentele che si sono generate sul tema, di cui si è fatto peraltro portavoce il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, è stato pubblicato il 3 febbraio u.s. sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate un comunicato, con il quale è stato chiarito che i “(…) chiarimenti o segnalazioni non sono necessari per chi, pur operando nell’ambito del commercio al dettaglio e attività assimilate, ha deciso di certificare le proprie operazioni esclusivamente con fattura (…)”.

              L’auspicio è che la “telematizzazione di massa” dei documenti contabili e del rapporto tributario tra Stato e contribuente porti, prima o poi, a dei benefici per contribuenti, professionisti che li assistono e per l’Erario; ma, almeno per il momento, l’obiettivo sembra ancora lontano.


              https://www.ecnews.it/le-recenti-let...ni-telematici/

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                a proposito di prescrizione....

                https://www.napolitoday.it/cronaca/c...clan-puca.html

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                  Originariamente inviato da ROL Visualizza il messaggio
                  Scarcerati due carabinieri arrestati, il Gip: “Reati prescritti”
                  „Una decisione che rischia di incrinare ulteriormente l'impianto accusatorio eretto dalla Direzione distrettuale antimafia dopo l'esclusione proprio dell'aggravante mafiosa. Gli arresti risalgono allo scorso 27 gennaio quando sono stati arrestati cinque carabinieri indagati, e altri tre sono stati allontanati dal servizio. Sono accusati a vario titolo di aver fornito informazioni utili ai clan su cui indagavano, in particolare il clan Pucaa, in cambio di utilità varie.“

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                    Stando al capo di imputazione, nel disporre l'esecuzione dei due bonifici da 3 e 20 milioni di euro, l'allora dirigenza Ior, rappresentata dai due imputati, "omise di indicare, benchè richiesti dal Credito Artigiano e da Jp Morgan, le generalità dei soggetti per conto dei quali si dava esecuzione alle operazioni e omise di fornire, agli stessi istituti, informazioni sullo scopo e sulla natura dell'operazione di trasferimento delle somme".

                    Il pm Stefano Rocco Fava durante il processo ha tracciato un profilo torbido dello Ior: "Storicamente lo Ior si è sempre relazionato con le banche italiane senza spiegare alle stesse che cosa realmente accadesse lì, senza fornire mai alcuna informazione. E' visto come un luogo dove nascondere denaro di provenienza illecita. E se non adempie a una serie obblighi normativi, ancora oggi non può avere rapporti con le banche italiane". Secondo il magistrato, i due imputati "hanno sempre detto che il denaro oggetto dell'inchiesta fosse di proprietà dello Ior e non riferibile a soggetti terzi. Ebbene, non hanno detto il vero perché nel 2014 saranno i loro successori a indicare i nomi dei proprietari di quei soldi, tra i quali non c'era affatto lo Ior".


                    Per il rappresentante della pubblica accusa, i due imputati hanno detto falsità anche in relazione ad altre circostanze: "Hanno anzitutto escluso che presso lo Ior ci fossero conti intestati a laici, precisando pure che nessun laico aveva rapporti con l'Istituto. E invece abbiamo scoperto che presso lo Ior c'erano posizioni riferite a soggetti (imprenditori o professionisti italiani, ndr), che non avevano nulla a che fare con lo Stato Città del Vaticano o con strutture ecclesiastiche. Si tratta di soggetti che hanno rapporti remunerativi, cioè legati a un investimento titoli con un'aspettativa di avere un rendimento. Ancora oggi risultano aperti conti dell'imprenditore Angelo Proietti, il quale ha patteggiato una bancarotta per il fallimento di una sua società e ha ancora conti presso il Vaticano. Sappiamo questo dalla documentazione fornita dal Vaticano a seguito di rogatoria avviata dall'Italia".


                    Per il pm Fava non ci sono dubbi: "Gli imputati, scientemente, non hanno fornito alcuna informazione alle banche, nel rispetto di una precisa 'mission' aziendale che partiva dall'azionista di riferimento, non certo dal presidente dell'Istituto che ricopriva una carica solo formale". Riferimento all'allora e fino al 2012 numero uno dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, che alla Procura di Roma e poi in udienza in qualità di testimone, ha raccontato di essersi scontrato con la proprietà e alcuni dipendenti Ior "che avevano una visione diversa dalla sua". In particolare, con l'allora Segretario di Stato cardinal Bertone.

                    "E' stato Cipriani - ha concluso il pm -, che aveva la delega a operare sui conti bancari, a sfiduciare di fatto Gotti Tedeschi perché riferiva alla proprietà come si comportava e ciò che aveva in animo di fare. Gotti Tedeschi è stato allontanato mentre Cipriani è rimasto altri due anni fino alla cessazione dell'incarico".



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                      Originariamente inviato da ROL Visualizza il messaggio
                      Stando al capo di imputazione, nel disporre l'esecuzione dei due bonifici da 3 e 20 milioni di euro, l'allora dirigenza Ior, rappresentata dai due imputati, "omise di indicare, benchè richiesti dal Credito Artigiano e da Jp Morgan, le generalità dei soggetti per conto dei quali si dava esecuzione alle operazioni e omise di fornire, agli stessi istituti, informazioni sullo scopo e sulla natura dell'operazione di trasferimento delle somme".

                      Il pm Stefano Rocco Fava durante il processo ha tracciato un profilo torbido dello Ior: "Storicamente lo Ior si è sempre relazionato con le banche italiane senza spiegare alle stesse che cosa realmente accadesse lì, senza fornire mai alcuna informazione. E' visto come un luogo dove nascondere denaro di provenienza illecita. E se non adempie a una serie obblighi normativi, ancora oggi non può avere rapporti con le banche italiane". Secondo il magistrato, i due imputati "hanno sempre detto che il denaro oggetto dell'inchiesta fosse di proprietà dello Ior e non riferibile a soggetti terzi. Ebbene, non hanno detto il vero perché nel 2014 saranno i loro successori a indicare i nomi dei proprietari di quei soldi, tra i quali non c'era affatto lo Ior".


                      Per il rappresentante della pubblica accusa, i due imputati hanno detto falsità anche in relazione ad altre circostanze: "Hanno anzitutto escluso che presso lo Ior ci fossero conti intestati a laici, precisando pure che nessun laico aveva rapporti con l'Istituto. E invece abbiamo scoperto che presso lo Ior c'erano posizioni riferite a soggetti (imprenditori o professionisti italiani, ndr), che non avevano nulla a che fare con lo Stato Città del Vaticano o con strutture ecclesiastiche. Si tratta di soggetti che hanno rapporti remunerativi, cioè legati a un investimento titoli con un'aspettativa di avere un rendimento. Ancora oggi risultano aperti conti dell'imprenditore Angelo Proietti, il quale ha patteggiato una bancarotta per il fallimento di una sua società e ha ancora conti presso il Vaticano. Sappiamo questo dalla documentazione fornita dal Vaticano a seguito di rogatoria avviata dall'Italia".


                      Per il pm Fava non ci sono dubbi: "Gli imputati, scientemente, non hanno fornito alcuna informazione alle banche, nel rispetto di una precisa 'mission' aziendale che partiva dall'azionista di riferimento, non certo dal presidente dell'Istituto che ricopriva una carica solo formale". Riferimento all'allora e fino al 2012 numero uno dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, che alla Procura di Roma e poi in udienza in qualità di testimone, ha raccontato di essersi scontrato con la proprietà e alcuni dipendenti Ior "che avevano una visione diversa dalla sua". In particolare, con l'allora Segretario di Stato cardinal Bertone.

                      "E' stato Cipriani - ha concluso il pm -, che aveva la delega a operare sui conti bancari, a sfiduciare di fatto Gotti Tedeschi perché riferiva alla proprietà come si comportava e ciò che aveva in animo di fare. Gotti Tedeschi è stato allontanato mentre Cipriani è rimasto altri due anni fino alla cessazione dell'incarico".


                      assolti in appello era un semplice giroconto...

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                      Sto operando...
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