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    Anche le Mauritius hanno i loro Papers. Il Consorzio investigativo ICIJ (International Consortium of Investigative Journalists) insieme al giornale francese Le Monde hanno pubblicato 200mila documenti provenienti in maniera anonima dallo studio degli avvocati Conyers Dill & Pearman, con sede nell’isola di Mauritius, piccolo paese africano con tassazione attorno al 3%, e ribattezzati i Mauritius Leaks. Lo studio è specializzato in finanza off-shore: operazioni legali, ma non propriamente etiche. Ne è emerso un sistema per abbattere le tasse, un escamotage legale che permette di fare affari in molti paesi africani eludendo nel contempo le tasse dovute in loco.

    Tutto è cominciato con una busta anonima contenente una chiavetta usb.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/201...icani/5350770/

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      Originariamente inviato da ROL Visualizza il messaggio
      Anche le Mauritius hanno i loro Papers. Il Consorzio investigativo ICIJ (International Consortium of Investigative Journalists) insieme al giornale francese Le Monde hanno pubblicato 200mila documenti provenienti in maniera anonima dallo studio degli avvocati Conyers Dill & Pearman, con sede nell’isola di Mauritius, piccolo paese africano con tassazione attorno al 3%, e ribattezzati i Mauritius Leaks. Lo studio è specializzato in finanza off-shore: operazioni legali, ma non propriamente etiche. Ne è emerso un sistema per abbattere le tasse, un escamotage legale che permette di fare affari in molti paesi africani eludendo nel contempo le tasse dovute in loco.

      Tutto è cominciato con una busta anonima contenente una chiavetta usb.

      https://www.ilfattoquotidiano.it/201...icani/5350770/
      E spunta subito un nome eccellente, quello della rockstar irlandese Bob Geldof che nel 1985 organizzò il Live Aid, durante la carestia in Etiopia, che raccolse oltre 200 milioni di dollari. Geldof da allora è noto per l’impegno nella lotta alla povertà in Africa, ma emerge ora che il suo fondo d’investimento, 8 Miles, creato nel 2012 a Londra, l’anno successivo ha aperto proprio tramite lo studio Conyers Dill & Pearman una società a gestione mauriziana, la Eight Africa Management (Mauritius) Limited, e da lì investe in diverse aziende africane, fra le quali ad esempio un enorme allevamento di polli in Uganda.

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        Mauritius è considerata oggi alla stregua di un paradiso fiscale, anche se l’Unione europea l’ha inserita nella lista grigia e non in quella nera. Un centro finanziario cresciuto a discapito di molti paesi in via di sviluppo, africani e non solo. Secondo ICIJ, sono 630 i miliardi di dollari stranieri di attivi stranieri depositati sull’isola.

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          “In questo nuovo scandalo emergono poche persone singole, ma molti fondi di private equity e molte corporation che sfruttano la giurisdizione delle Mauritius e i trattati fiscali per incanalare investimenti ottimizzando il carico fiscale e i profitti sui capital gain. In sintesi, è la storia di un paradiso fiscale societario, legale, usato per ottimizzare il carico fiscale.”

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            se una multinazionale vuole operare in un Paese africano, apre una sussidiaria controllata in quel Paese, che realizza profitti sui quali dovrebbe pagare le imposte definite dal Paese in questione. Cosa fa allora la multinazionale? Se aumenta i costi, sgonfia la base imponibile e paga meno tasse. Lo si fa organizzando prestiti infragruppo: dalla casa madre o da una sussidiaria finanziaria presta soldi alla sussidiaria africana, che a bilancio deve mettere come costi gli interessi che dovrà versare alla società prestante. È solo un esempio di meccanismo per diminuire la base imponibile.

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              Poi ci sono i costi di gestione, marketing, advertising: con stratagemmi contabili una multinazionale riesce a sgonfiare la base imponibile nel paese dove produce attività, riducendo le entrate fiscali per questi Paesi e ottimizzando la propria posizione fiscale globale. Se nei Paesi dove la fiscalità è medio-alta diminuisco i profitti e mi sposto dove le aliquote sono basse o ho esenzioni, ho ottimizzato.

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                https://translate.google.com/transla...a/&prev=search

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                  https://www.ilsole24ore.com/art/la-d...itius-AEoGbS3C

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                    I datori di lavoro, infatti, non conoscendo i redditi complessivamente percepiti dai loro dipendenti, corrisposti anche da altri soggetti, erogavano le retribuzioni. Applicando ritenute d’acconto per importi inferiori a quelli dovuti. Al termine degli accertamenti svolti i militari hanno constatato l’omessa dichiarazione di redditi per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro, occultato all’Erario.

                    https://cronachedi.it/2019/08/01/vib...ori-marittimi/

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                      Originariamente inviato da ROL Visualizza il messaggio
                      I datori di lavoro, infatti, non conoscendo i redditi complessivamente percepiti dai loro dipendenti, corrisposti anche da altri soggetti, erogavano le retribuzioni. Applicando ritenute d’acconto per importi inferiori a quelli dovuti. Al termine degli accertamenti svolti i militari hanno constatato l’omessa dichiarazione di redditi per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro, occultato all’Erario.

                      https://cronachedi.it/2019/08/01/vib...ori-marittimi/
                      Le richieste per il conguaglio fiscale. L'ultimo datore di lavoro va anche informato delle altre detrazioni fiscali e di tutti gli elementi, come ad esempio gli ulteriori redditi, spettanti al lavoratore affinché effettui un corretto e preciso calcolo del conguaglio fiscale di fine anno.

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