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    http://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/frode_fiscale_truffe_carosello_coinvolto_un_ex_mag istrato-1952168.html

    Tra i nomi degli indagati spicca quello di Silvio Sacchi, ex magistrato napoletano settantenne già estromesso dalla magistratura e coinvolto nella vicenda «Panama Papers»;

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      Originariamente inviato da ROL Visualizza il messaggio

      http://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/frode_fiscale_truffe_carosello_coinvolto_un_ex_mag istrato-1952168.html

      Tra i nomi degli indagati spicca quello di Silvio Sacchi, ex magistrato napoletano settantenne già estromesso dalla magistratura e coinvolto nella vicenda «Panama Papers»;

      Panama Papers: Silvio Sacchi, ex magistrato - l'Espresso

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        SI È INNOCENTI FINO A PROVA CONTRARIA MA UNO SPUNTO DI RIFLESSIONE C'È IN QUESTO ARTICOLO

        mercoledì 04/05/2016
        di Marco Travaglio
        Gentile presidente Mattarella, scrivo a Lei perché – pur dissentendo su alcune sue parole e molti suoi silenzi – apprezzo i suoi appelli sulla corruzione. E soprattutto perché tocca a lei firmare o respingere il Dpr con la nomina, fra gli altri, del generale Giorgio Toschi a comandante della Guardia di Finanza, dopo aver espresso più di una riserva al premier Renzi, che naturalmente se n’è infischiato. Perciò le segnalo l’articolo di Ferruccio Sansa sul Fatto di ieri. Racconta di un’indagine per concussione della Procura di Pisa a carico di Toschi – allora capo delle Fiamme Gialle pisane – chiusa nel 2002 con un’archiviazione imbarazzante (sia per i magistrati, sia per l’ex indagato). Di quell’inchiesta si parlava da tempo, ma nessuno era ancora riuscito a metter le mani sulle carte. Fermo restando che nulla di penalmente rilevante può essere contestato all’alto ufficiale, i fatti accertati dal pm che ha deciso di non processarlo (mentre ha ottenuto il giudizio e la condanna di vari sottoposti per mazzette in cambio di verifiche fiscali addomesticate o inesistenti) pongono problemi etici, deontologici e di opportunità.
        L’allora procuratore Enzo Iannelli scrive di avere raccolto “sospetti e indizi” che non gli paiono sufficienti per esercitare l’azione penale contro Toschi. Un suo maresciallo raccontò a un commilitone che il comandante concuteva imprenditori conciari del cuoio o se ne faceva corrompere con “somme di denaro”, dopo aver dato “disposizione” ai sottoposti di dispensarli dagli accertamenti. I due sottufficiali conservavano gli elenchi delle ditte corruttrici o concusse che andavano esentate dalle verifiche. Un altro maresciallo si sentì dire da un imprenditore, al cambio della guardia del comandante: “Speriamo che questo nuovo sia meglio del primo e non ripeta le azioni illecite del precedente”, cioè di Toschi. E, citando le testimonianze di quattro colleghi, raccontò che Toschi “tutti i lunedì di ogni settimana presso la Brigata amministrativa cambiava banconote vecchie con banconote nuove”. Il sabato invece – secondo un’altra fonte – un maresciallo gli portava i soldi versati dagli imprenditori “tenuti fuori dalle verifiche”. Lei sa, Presidente, se il generale ha mai querelato per calunnia i suoi accusatori? Toschi – aggiunge il pm – acquistò pure tre Mercedes in quattro anni a prezzo “particolarmente favorevole”, con un “mancato guadagno per la concessionaria e un correlato risparmio” per sé di 21 milioni e rotti di lire in tutto.
        Ed era solito effettuare “versamenti in contanti” in banca (“sette da 5 milioni” solo tra marzo e settembre ‘95), mentre prelevava pochissimo denaro per mantenere la famiglia (10 milioni di lire nel 1991, 4,3 nel ‘92, 4,5 nel ‘93, 7,4 nel ‘94 e 6,2 nel ‘95). Nel suo quinquennio a Pisa, i pm hanno accertato che “gl’imprenditori della zona del cuoio non hanno avuto, tranne rare eccezioni, verifiche fiscali a carattere generale”. Dulcis in fundo, Toschi “aderiva all’invito a cene organizzate da imprenditori della zona del cuoio, notoriamente produttori di fatturato in nero”, ovviamente risparmiati da accertamenti. Negli stessi anni, anche per molto meno, il pool Mani Pulite fece arrestare e condannare un centinaio di finanzieri, dal comandante Cerciello all’ultimo maresciallo. A Pisa invece tutto archiviato perché, scrive il pm molto spiritoso, gli “indizi e sospetti” di concussione sono “passibili, in astratto, di spiegazioni alternative” alle banali mazzette. E quali, di grazia? “Il possedere moneta cartacea nuova di zecca potrebbe corrispondere a un ‘vezzo’” o “a un bisogno soggettivo dell’interessato scambiatore”. Non è meraviglioso? Un generale Gdf col “vezzo” dei contanti e delle banconote fresche di stampa: un collezionista che ne annusa il profumo. E le cene? Un’“imprudenza”. E le mancate verifiche? “Programmazione negligente, contraria a criteri di opportunità per nulla collegata a uno scambio di denaro”. E le tre Mercedes a prezzi stracciati? “Rientravano nella fisiologia commerciale”.
        E come spiegare i versamenti in contanti, seguiti da scarsi prelievi, indice di un’abnorme disponibilità di cash? Ma naturalmente con la “possibilità di disponibilità economiche provenienti dalla famiglia originaria, del tutto benestante” (eredità? paghetta? Il pm non allega alcuna documentazione) e – si tenga forte, Presidente – con “un’accentuata disponibilità al risparmio”. Ecco: un generale che preleva 4 milioni l’anno per mantenere la famiglia dev’essere per forza un gran risparmiatore, anche perché le auto erano a metà prezzo e le cene le pagavano gli imprenditori. Ferma restando l’archiviazione penale, dinanzi a un quadretto così edificante, in un paese almeno decente scatterebbe un procedimento disciplinare per mettere da parte l’alto ufficiale. Sempreché l’interessato non sentisse il dovere di dimettersi. Invece Toschi ha fatto carriera, quasi sempre nella Toscana di Renzi, sempre all’ombra del gen. Adinolfi, grande amico del premier.
        Alla luce di questi fatti, signor Presidente, non ritiene opportuno rispedire al mittente il Dpr che lo nomina comandante generale? In caso contrario, cosa penserà un cittadino che si vede entrare in casa la Finanza? E cosa penserà un onesto finanziere che ogni mattina va a controllare se i contribuenti pagano le tasse e deve arrestarli se fanno un decimo di ciò che ha fatto il suo capo? Tra le sue riserve sulla nomina di Toschi, c’era per caso quell’indagine? Le risulta che Renzi la conoscesse? E, se sì, ha promosso Toschi nonostante questo, o proprio per questo?

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          Originariamente inviato da grey wolf Visualizza il messaggio
          SI È INNOCENTI FINO A PROVA CONTRARIA MA UNO SPUNTO DI RIFLESSIONE C'È IN QUESTO ARTICOLO

          mercoledì 04/05/2016
          di Marco Travaglio
          Gentile presidente Mattarella, scrivo a Lei perché – pur dissentendo su alcune sue parole e molti suoi silenzi – apprezzo i suoi appelli sulla corruzione. E soprattutto perché tocca a lei firmare o respingere il Dpr con la nomina, fra gli altri, del generale Giorgio Toschi a comandante della Guardia di Finanza, dopo aver espresso più di una riserva al premier Renzi, che naturalmente se n’è infischiato. Perciò le segnalo l’articolo di Ferruccio Sansa sul Fatto di ieri. Racconta di un’indagine per concussione della Procura di Pisa a carico di Toschi – allora capo delle Fiamme Gialle pisane – chiusa nel 2002 con un’archiviazione imbarazzante (sia per i magistrati, sia per l’ex indagato). Di quell’inchiesta si parlava da tempo, ma nessuno era ancora riuscito a metter le mani sulle carte. Fermo restando che nulla di penalmente rilevante può essere contestato all’alto ufficiale, i fatti accertati dal pm che ha deciso di non processarlo (mentre ha ottenuto il giudizio e la condanna di vari sottoposti per mazzette in cambio di verifiche fiscali addomesticate o inesistenti) pongono problemi etici, deontologici e di opportunità.
          L’allora procuratore Enzo Iannelli scrive di avere raccolto “sospetti e indizi” che non gli paiono sufficienti per esercitare l’azione penale contro Toschi. Un suo maresciallo raccontò a un commilitone che il comandante concuteva imprenditori conciari del cuoio o se ne faceva corrompere con “somme di denaro”, dopo aver dato “disposizione” ai sottoposti di dispensarli dagli accertamenti. I due sottufficiali conservavano gli elenchi delle ditte corruttrici o concusse che andavano esentate dalle verifiche. Un altro maresciallo si sentì dire da un imprenditore, al cambio della guardia del comandante: “Speriamo che questo nuovo sia meglio del primo e non ripeta le azioni illecite del precedente”, cioè di Toschi. E, citando le testimonianze di quattro colleghi, raccontò che Toschi “tutti i lunedì di ogni settimana presso la Brigata amministrativa cambiava banconote vecchie con banconote nuove”. Il sabato invece – secondo un’altra fonte – un maresciallo gli portava i soldi versati dagli imprenditori “tenuti fuori dalle verifiche”. Lei sa, Presidente, se il generale ha mai querelato per calunnia i suoi accusatori? Toschi – aggiunge il pm – acquistò pure tre Mercedes in quattro anni a prezzo “particolarmente favorevole”, con un “mancato guadagno per la concessionaria e un correlato risparmio” per sé di 21 milioni e rotti di lire in tutto.
          Ed era solito effettuare “versamenti in contanti” in banca (“sette da 5 milioni” solo tra marzo e settembre ‘95), mentre prelevava pochissimo denaro per mantenere la famiglia (10 milioni di lire nel 1991, 4,3 nel ‘92, 4,5 nel ‘93, 7,4 nel ‘94 e 6,2 nel ‘95). Nel suo quinquennio a Pisa, i pm hanno accertato che “gl’imprenditori della zona del cuoio non hanno avuto, tranne rare eccezioni, verifiche fiscali a carattere generale”. Dulcis in fundo, Toschi “aderiva all’invito a cene organizzate da imprenditori della zona del cuoio, notoriamente produttori di fatturato in nero”, ovviamente risparmiati da accertamenti. Negli stessi anni, anche per molto meno, il pool Mani Pulite fece arrestare e condannare un centinaio di finanzieri, dal comandante Cerciello all’ultimo maresciallo. A Pisa invece tutto archiviato perché, scrive il pm molto spiritoso, gli “indizi e sospetti” di concussione sono “passibili, in astratto, di spiegazioni alternative” alle banali mazzette. E quali, di grazia? “Il possedere moneta cartacea nuova di zecca potrebbe corrispondere a un ‘vezzo’” o “a un bisogno soggettivo dell’interessato scambiatore”. Non è meraviglioso? Un generale Gdf col “vezzo” dei contanti e delle banconote fresche di stampa: un collezionista che ne annusa il profumo. E le cene? Un’“imprudenza”. E le mancate verifiche? “Programmazione negligente, contraria a criteri di opportunità per nulla collegata a uno scambio di denaro”. E le tre Mercedes a prezzi stracciati? “Rientravano nella fisiologia commerciale”.
          E come spiegare i versamenti in contanti, seguiti da scarsi prelievi, indice di un’abnorme disponibilità di cash? Ma naturalmente con la “possibilità di disponibilità economiche provenienti dalla famiglia originaria, del tutto benestante” (eredità? paghetta? Il pm non allega alcuna documentazione) e – si tenga forte, Presidente – con “un’accentuata disponibilità al risparmio”. Ecco: un generale che preleva 4 milioni l’anno per mantenere la famiglia dev’essere per forza un gran risparmiatore, anche perché le auto erano a metà prezzo e le cene le pagavano gli imprenditori. Ferma restando l’archiviazione penale, dinanzi a un quadretto così edificante, in un paese almeno decente scatterebbe un procedimento disciplinare per mettere da parte l’alto ufficiale. Sempreché l’interessato non sentisse il dovere di dimettersi. Invece Toschi ha fatto carriera, quasi sempre nella Toscana di Renzi, sempre all’ombra del gen. Adinolfi, grande amico del premier.
          Alla luce di questi fatti, signor Presidente, non ritiene opportuno rispedire al mittente il Dpr che lo nomina comandante generale? In caso contrario, cosa penserà un cittadino che si vede entrare in casa la Finanza? E cosa penserà un onesto finanziere che ogni mattina va a controllare se i contribuenti pagano le tasse e deve arrestarli se fanno un decimo di ciò che ha fatto il suo capo? Tra le sue riserve sulla nomina di Toschi, c’era per caso quell’indagine? Le risulta che Renzi la conoscesse? E, se sì, ha promosso Toschi nonostante questo, o proprio per questo?

          Chapeau,, Grey/travaglio

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            http://www.lehrmittelverlag-zuerich...._pentamini.pdf

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              In quanti modi possiamo segnare le facce di un dado affinché 1 e 6, 2 e 5, 3 e 4 siano su facce opposte?

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                Gli sviluppi del cubo

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                  Ma l'esamino 27????

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                    Corleone, Alfano nella relazione anti mafia: "Rapporti tra le famiglie e il Comune"

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                      Frode finanziaria, cinque arresti per le tasse rubate. C'è anche l'ex sindaco di Forza Italia - l'Espresso

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