Ho appena letto di un contenzioso tra un ristorante di lusso di Cagliari e l'Agenzia delle Entrate: ha vinto il ristorante, perché è stata ritenuta fantasiosa la valutazione fatta dall'Agenzia in un accertamento fiscale che aveva come base di calcolo il numero dei tovaglioli usati nel ristorante. Sia il lavaggio di quelli di stoffa che gli strappi di quelli di carta. Hanno considerato un 10% in avanzo (tovaglioli usati dai camerieri per lavorare e più di un tovagliolo usato da uno stesso cliente) hanno fatto un calcolo presuntivo sulle fatture della lavanderia e le ricevute d'acquisto dei tovaglioli di carta portate in detrazione in dichiarazione.
Da questo accertamento è emerso che il ristorante avrebbe incassato un milione e 920.000 euro anziché un milione e 400.000 euro. E' stato affermato che ogni cameriere ha sempre un tovagliolo pulito sul braccio, che c'è il tovagliolo per il cestino del pane, quello del cocktail di benvenuto, quelli per il secchiello del ghiaccio, quello usato per versare il vino, insomma conteggio fantasioso...
Ho appena letto di un contenzioso tra un ristorante di lusso di Cagliari e l'Agenzia delle Entrate: ha vinto il ristorante, perché è stata ritenuta fantasiosa la valutazione fatta dall'Agenzia in un accertamento fiscale che aveva come base di calcolo il numero dei tovaglioli usati nel ristorante. Sia il lavaggio di quelli di stoffa che gli strappi di quelli di carta. Hanno considerato un 10% in avanzo (tovaglioli usati dai camerieri per lavorare e più di un tovagliolo usato da uno stesso cliente) hanno fatto un calcolo presuntivo sulle fatture della lavanderia e le ricevute d'acquisto dei tovaglioli di carta portate in detrazione in dichiarazione.
Da questo accertamento è emerso che il ristorante avrebbe incassato un milione e 920.000 euro anziché un milione e 400.000 euro. E' stato affermato che ogni cameriere ha sempre un tovagliolo pulito sul braccio, che c'è il tovagliolo per il cestino del pane, quello del cocktail di benvenuto, quelli per il secchiello del ghiaccio, quello usato per versare il vino, insomma conteggio fantasioso...
In materia la Corte ha più volte affermato che è legittimo l’accertamento che ricostruisca i ricavi di un’impresa di ristorazione sulla base del consumo unitario dei tovaglioli utilizzati (risultanti, per quelli di carta, dalle fatture o ricevute di acquisto, e per quelli di stoffa, dalle ricevute della lavanderia); per ciascun pasto ogni cliente adopererebbe normalmente un solo tovagliolo e, quindi, il numero di questi rappresenterebbe un fatto noto idoneo a lasciare ragionevolmente e verosimilmente presumere il numero dei pasti effettivamenteconsumati; altrettanto ragionevolmente, ad avviso dei giudici, occorre sottrarre al totale una certa percentuale di tovaglioli utilizzati normalmente per altri scopi, c.d. percentuale di sfrido (Cass. n. 9884/2002, Cass. n. 15808/2006, Cass. n. 13068/2011).
"Non mi stupisce questa decisione perché da trent’anni anni non è mai passata in giudicato una sentenza per 416 bis da parte della magistratura giudicante romana. Una conferma di quella che è stata la linea del passato, dai tempi della banda della Magliana”, e cioè che ‘la mafia non esiste’”
Commenta