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L'angolo di ROL

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    http://www.eutekne.info/Sezioni/Art_...paign=articolo

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      L'appalto è stato infatti assegnato a un consorzio guidato dalla Cggc, una delle maggiori società di costruzioni della Repubblica Popolare. Non una grande sorpresa, visto che Pechino è il principale partner commerciale di Luanda. A beneficiare della ricchissima commessa pubblica sarà però anche una persona vicinissima al dittatore angolano: sua figlia, appunto. Secondo i documenti ottenuti dal settimanale tedesco Der Spiegel e analizzati dalportoghese Expresso , il gruppo cinese Cggc ha infatti come partner Isabel dos Santos, cui fa capo di fatto quasi il 40 per cento del consorzio attraverso due società: la Boreal Investments Limited e la Cggc & Niara Holding. Due imprese schermate da fiduciari, dietro cui si nasconde la figlia del presidente.


      Decine di email scambiate per mesi tra avvocati e manager delle società di Isabel dos Santos, il gruppo cinese Cggc e il ministero dell'Energia angolano mostrano infatti che l'affare miliardario della diga Ca**** Cabaça è stato organizzato dietro le quinte ben prima che il presidente assegnasse, con un decreto dell'11 giugno 2015, il contratto al consorzio a guida cinese. Non solo.

      I documenti esclusivi indicano che in questo affare è stata proprio lei ad avere l'ultima parola: Isabel, 44 anni, laureata in Ingegneria al King's College di Londra, nominata dal padre al vertice del colosso pubblico dell'energia Sonangol.

      http://espresso.repubblica.it/intern...?ref=HEF_RULLO

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        Originariamente inviato da ROL Visualizza il messaggio
        L'appalto è stato infatti assegnato a un consorzio guidato dalla Cggc, una delle maggiori società di costruzioni della Repubblica Popolare. Non una grande sorpresa, visto che Pechino è il principale partner commerciale di Luanda. A beneficiare della ricchissima commessa pubblica sarà però anche una persona vicinissima al dittatore angolano: sua figlia, appunto. Secondo i documenti ottenuti dal settimanale tedesco Der Spiegel e analizzati dalportoghese Expresso , il gruppo cinese Cggc ha infatti come partner Isabel dos Santos, cui fa capo di fatto quasi il 40 per cento del consorzio attraverso due società: la Boreal Investments Limited e la Cggc & Niara Holding. Due imprese schermate da fiduciari, dietro cui si nasconde la figlia del presidente.


        Decine di email scambiate per mesi tra avvocati e manager delle società di Isabel dos Santos, il gruppo cinese Cggc e il ministero dell'Energia angolano mostrano infatti che l'affare miliardario della diga Ca**** Cabaça è stato organizzato dietro le quinte ben prima che il presidente assegnasse, con un decreto dell'11 giugno 2015, il contratto al consorzio a guida cinese. Non solo.

        I documenti esclusivi indicano che in questo affare è stata proprio lei ad avere l'ultima parola: Isabel, 44 anni, laureata in Ingegneria al King's College di Londra, nominata dal padre al vertice del colosso pubblico dell'energia Sonangol.

        http://espresso.repubblica.it/intern...?ref=HEF_RULLO
        https://www.youtube.com/watch?v=LCJKneAbHc8

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          Non è tenuto al pagamento dell’Irap il commercialista che svolga la sua professione adoperando beni strumentali minimi e avvalendosi del lavoro di terzi senza generare un surplus di guadagno rispetto all’opera intellettuale svolta con le proprie conoscenze. Del pari, neppure l’attività di amministratore, sindaco o revisore di società implica l’assoggettamento a Irap, per il quale è indispensabile riscontrare il requisito dell’autonoma organizzazione, che non si verifica neppure se costui operi presso uno studio professionale.
          Sono le conclusioni che si leggono nella ordinanza n. 11474/2017 della Corte di cassazione.

          http://www.italiaoggi.it/news/dettag...tto%20a%20Irap

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            Niente IRAP per i commercialisti che collaborano con i colleghi

            http://www.fisco7.it/2017/01/niente-...rano-colleghi/

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              Il commercialista che si avvale esclusivamente di praticanti non paga l'IRAP

              http://www.directio.it/multimedia/ne...raticanti.aspx

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                la dichiarazione Irap è diventata autonoma da unico 2010 redditi 2009, quindi prima i commercialisti erano costretti a dichiararla altrimenti il sistema Entratel non permetteva la trasmissione del file, per cui anche se dichiarata non andava pagata, in tal senso si è espressa la Comm. trib. reg. de L’Aquila, Sez. distaccata di Pescara, Sez. I Sent. n. 172/01/2007 depositata il 31 dicembre 2007 (ud. del 19 settembre 2007)
                Da Unico 2011 redditi 2010 la dichiarazione è disgiunta, per cui chi aveva i requisiti per non pagarla (assenza di dipendenti e organizzazione) aveva due strade
                Le strade attenzione sono due
                Non presentare la dichiarazione Irap e non pagare (consigliabile)
                Presentare la dichiarazione Irap, pagare e chiedere il rimborso (rischiate non ottenere nulla, perchè chi dichiara paga)
                A mio parere la migliore soluzione è la prima, perché se si presenta la dichiarazione e si chiede il rimborso, rischiate che vi contestano il fatto che vi siete autodenunciati e pertanto dovete pagare, tesi non del tutto infondata.
                Infatti; prima la dichiarazione era unica e l'Irap bisognava dichiararla per forza maggiore altrimenti veniva scartata da Entratel , ma qualora l’avvenuta compilazione del relativo quadro sia esclusivo frutto dell’automatismo del programma informatico utilizzabile per la redazione della dichiarazione e si renda necessario ad evitare lo scarto dell’invio telematico non puo' dirsi, che ci sia una autodenuncia del debito irap per cui il contribuente ha diritto a non pagarla.
                La dichiarazione Irap è diventata autonoma da unico 2010 redditi 2009, anche se il provvedimento art.1 comma 52 della finanziaria 2008 ne stabiliva la decorrenza da unico 2009, il Ministero con DM 11/09/2008 ne stabili' il rinvio applicando anche per quell'anno le vecchie regole.
                Comm. trib. reg. de L’Aquila, Sez. distaccata di Pescara, Sez. I Sent. n. 172/01/2007 depositata il 31 dicembre 2007 (ud. del 19 settembre 2007)

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                  http://www.ilsole24ore.com/art/norme...B&refresh_ce=1

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                    http://www.studiobertoluzzi.it/speci...dici-generici/

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                      istituto che fa tesoro di anni di giurisprudenza tributaria, chiedendo agli Uffici legali di anticipare l’esito del giudizio con una valutazione prognostica che tenga conto di criteri predeterminati per legge, quali l’incertezza delle questioni controverse, la sostenibilità della pretesa ed il principio di economicità dell’azione amministrativa. Oltre a ciò la Mediazione tributaria è la spia per intercettare le criticità ricorrenti nelle Aree di produzione e i filoni di maggior conflittualità con il contribuente. Dal momento che la risposta dell’Ufficio legale deve essere rapida, il termine è di 90 giorni, ci si accorge con ogni tempestività se l’atto emesso nasce viziato, se la pretesa impositiva poteva essere meglio analizzata o ponderata. Gli esiti della Mediazione, in buona sostanza gli atti annullati (in tutto o in parte) o mediati, danno informazioni che devono circolare all’interno della Direzione provinciale, così da stimolare una riflessione critica sul lavoro svolto e permettere di migliorare la qualità degli atti emessi, evitando di ripetere errori già commessi

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