ragazzi, ho una domanda di diritto internazionale forse un po' stupida ma ho bisogno di un chiarimento: come mai la consuetudine viene indicata come fonte primaria e i trattati e gli accordi come fonti secondarie? STO STUDIANO SUL CONFORTI...
grazie a chiunque vorrà rispondermi, in realtà un'idea penso dia verla ma forse è sbagliata..
grazie ancora
ciao
Sandra
ragazzi, ho una domanda di diritto internazionale forse un po' stupida ma ho bisogno di un chiarimento: come mai la consuetudine viene indicata come fonte primaria e i trattati e gli accordi come fonti secondarie? STO STUDIANO SUL CONFORTI...
grazie a chiunque vorrà rispondermi, in realtà un'idea penso dia verla ma forse è sbagliata..
grazie ancora
ciao
Sandra
Credo, (ma credo, eh...) che la consuetudine sia valida erga omnes, e i trattati solo per i firmatari.... Non mi linciate...
Brevemente e semplicisticamente (anche se il Conforti è un testo chiarissimo...)
Non bisogna cadere nell'errore di confrontare il sistema delle fonti Italiane con quello Internazionale.
Per l'ordinamento Int., in cui i soggetti di diritto sono gli stati, la consuetudine (art. 10 Cost, norme di diritto internazionale generalmente riconosciute) scaturisce da comportamenti ripetuti nel tempo (diuturnitas) e ritenuti vincolanti dalla collettività internazionale (opinio iuris ac necessitatis). Ogni Stato confida nel fatto che gli altri rispettaranno tali norme, norme che esistono da tempo notevole e che non rivestono la forma scritta.
In Italia l'art. 10 ne sancisce la diretta applicabilità (senza la mediazione di un atto di recepimento).
I trattati sono fonti secondarie (scritte) in quanto la loro efficacia è subordinata al consenso degli stati che vi prendono parte, mentre per gli altri constituiscono mera res inter alios acta.
In Italia i trattati son recepiti nell'ordinamento per mezzo di legge ordinaria (solitamente rinforzata), trattati su cui è possibile una valutazione di costituzionalità per via indiretta, tramite QLC sulla legge di esecuzione, nel caso in cui le norme del trattato si pongano in contrasto con i principi costituzionali. Ciò invece non è possibile per le norme consuetudinarie, che si pongono esse stesse a livello costituzionale.
Da tutti questi discorsi si capisce che le norme pattizie si pongono necessariamente ad un livello gerarchico inferiore rispetto a quelle consuetudinarie.
Spero di esser stato d'aiuto, è da tempo che non rivedo il diritto internazionale!
grazie, grazie!
in effetti il conforti è un bel testo lineare, chiaro, ma mi era sfuggito il punto che hai sapientemente indicato grazie ancora! purtroppo mi incarto proprio sulle cavolate...ma ora è tutto chiaro grazie ancora
Sandra
La risposta di The witcher è perfetta per il piano dell'ordinamento interno.Il mio professore di diritto internazionale (che dio lo abbia in gloria) motivava la distinzione sul piano dell'ordinamento internazionale con il fatto che la fonte consuetudinaria obbliga in quanto vi è una consuetudine stessa che lo prevede:consuetudo est servanda,i trattati a loro volta obbligano in quanto una fonte di primo grado ossia la consurtudine li prevede,in altre parole traggono la loro applicabilità dalla regola pacta sunt servanda.Per questo si collocano ad un livello necessariamente inferiore alla consuetudine.Infatti si distinguono anche fonti di terzo grado,atti che esistono giuridicamente perchè un trattato(fonte di secondo grado) li prevede (ad esmpio gli atti di organi di istituzioni internazionali).spero sia così
Di niente.Non per farmi i fatti tuoi ma perchè la curiosità è l'anticamera dela sapere,vuoi immo9larti all'orale dell'agenzia e portare anche diritto internazionale?
no...non sono ridotta ancora a tal punto...
devo fare l'esame di diritto internazionale l'11 dicembre
ps per l'ae ci pensero' dopo....qualcosa mi inventero' , magari studierò tutti i curriculum di tutti i dipendenti della lombardia....
Ottima la precisazione di Alamo.
Mi ricordo che, illo tempore, per una chiarezza maggiore incrociai i dati del testo di diritto costituzionale (Bin-Pitruzzella) con quelli del Conforti (testo veramente scorrevole, ribadisco).
In bocca al lupo per l'esame!
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